Un’altra bugia del Papa: “Gli abusi sui minori? Solo da preti gay”

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Di Massimo Mele il 4 Dicembre 2010. Nessun commento

Visto che nella Chiesa le molestie a sfondo sessuale non si possono più smentire, meglio dare tutta la colpa all’omossessualità dei molestatori. Ecco il capro espiatorio trovato dalle gerarchie vaticane

Oggi, ancora una volta, Andrew Brown, scrittore e giornalista del Guardian pone la sua lente d’ingrandimento su un’altra opinione contraddittoria ed erronea della Chiesa, fatta propria da Benedetto XIV nel suo recente libro “Luce del mondo”, ossia che gli abusi contro i minori sono frutto dell’omosessualità, più o meno latente, di certi sacerdoti e non una “deviazione” presente nel clero stesso.

TUTTA COLPA DEI GAY – Scrive Brown: “Uno delle più potenti e delle più cattive idee in agguato nelle discussioni che rigardano il clero cattolico è l’affermazione che la crisi degli abusi sui bambini è una conseguenza dovuta al fatto che si è permesso il sacerdozio ad uomini omosessuali”. Questa, scrive il Guardian, “è in gran parte una visione americana,  legata al culto della virilità americana“.”Ricordo ancora la difficoltà che ho avuto – scrive Browne – nel sopprimere un attacco di ridarella in un’intervista alla radio quando una leader della destra cattolica americana abbassò la voce ed il tono dicendo che la Chiesa aveva bisogno di uomini virili nel sacerdozio”.  Ad avvalorare questa tesi, è una ricerca del John Jay College secondo la quale la grande maggioranza dei casi di “abuso” negli Stati Uniti è stata rivolta  contro a ragazzi adolescenti o quelli appena preadolescenti; le ragazze di qualsiasi età costituiscono invece solo un quinto delle vittime. Una tesi che Brown trova poco convincente.

L’OMOSESSUALITA’ E’ UNA CORRUZIONE DELLA MORALE – “Ci sono – scrive il giornalista – situazioni ben note quali nelle carceri e nelle scuole pubbliche che dimostrano l’esatto opposto. Ossia, gli abusi sono perpetrati da persone abitualmente eterosessuali.  La tesi della “colpa” omosessuale sembra aver fatto molti proseli, primo tra tutti lo stesso Papa che nella  sua condanna dell’omosessualità è molto essenziale: l’omosessualità è vista come una condotta morale sbagliata, è un male e quindi, in quanto tale macchia ogni abominio, a cominciare dagli abusi. A questo, ci sono due possibili risposte. la prima è quello di sottolineare che l’identità è cosa diversa dall’orientamento. L’identità è qualcosa di costruito con o contro la società. Ma se l’orientamento esiste, è qualcosa con cui siamo nati. E ‘un componente di una personalità, non il risultato. Ma le statistiche dicono anche altro.  Mostrano per esempio un picco di abusi negli anni ‘70 e ‘80. Ma questo periodo – spiega il giornalista del Guardian – è anche coinciso con quello stesso periodo in cui sono stati “assunti” meno uomini gay al sacerdozio. Un dato che smentisce il “quasi dogma” succitato, quindi.  E ‘difficile essere certi, senza indagini oneste.  Se il numero dei sacerdoti omosessuali è rimasto stabile o, come gran parte delle persone affermano, è effettivamente aumentato negli anni a seguire, le stesse indagini ci dicono che i casi di abuso sono diminuiti drasticamente. Il legame tra preti gay e gli abusi è chiaramente una sottile distinzione fondata su pochi dati di fatto. Cosa è cambiato? Secondo Brown “è l’identità”. “Essendo abbastanza aperti sull’orientamento, in quanto all’interno di alcuni seminari è chiaramente possibile, i preti gay sono in grado di costruire una identità in cui la vergogna e la colpa non è preponderante. Ma può benissimo valere anche per una identità autenticamente celibe. In tal senso, la Chiesa sarà sempre in contrasto con quel mondo che nega in gran parte questa possibilità ma almeno, e nonostante le opinioni del Papa, sarà meno in contrasto con la verità”.

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