Londra: l’MI5 apre le porte agli 007 gay

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Di Massimo Mele il 13 Gennaio 2012. Nessun commento

Tratta dal film "The Cambridge spies"

Londra – L’MI5 volta pagina dopo la macchia di Anthony Blunt e Guy Burgess, due leggendarie talpe del Cremlino negli anni più gelidi della Guerra Fredda*. Dopo aver tenuto gli omosessuali al bando per decenni perché «troppo suscettibili di corruzione», la leggendaria agenzia di controspionaggio ha srotolato il tappeto rosso per gli 007 gay.

Il servizio di intelligence protagonista dei romanzi di John LeCarre e Graham Green per anni aveva posto in atto un ostracismo non ufficiale contro le spie omosessuali: ora si è trasformata in uno dei luoghi di impiego più `gay friendly´ del Regno. Lo ha certificato per la prima volta Stonewal l, una organizzazione che si batte per i diritti degli omosessuali.

Casi famosi come quelli di Blunt e Burgess, due dei `Cambridge five´, entrambi gay, avevano in passato alimentato la diffidenza nei confronti di spie attratte sessualmente da persone dello stesso sesso: i due avevano passato segreti di stato ai sovietici e c’erano voluti anni prima che l’MI5 riparasse la sua reputazione di agenzia colabrodo.

«Blunt e Burgess tradirono per ragioni ideologiche, non perché erano gay, ma la loro vicenda ha gettato un’ombra sul servizio. Da allora gli omosessuali per anni hanno preferito restare nell’armadio», ha rivelato al Times un insider del controspionaggio.

Oggi le cose sono cambiate. L’agenzia di intelligence è stata inserita per la prima volta nell’Indice dei datori di lavoro più `gay friendly´ dal gruppo Stonewall che si batte per i diritti degli omosessuali. In testa alla hit parade, redatta attraverso interviste confidenziali con 7.500 dipendenti gay, lesbiche o bisessuali, la società di revisori di conti Ernest & Young seguita dal vincitore del 2010, il ministero dell’Interno.

Lavorano all’MI5 un centinaio di 007 apertamente gay. «C’è ancora molto lavoro da fare» per trasformare l’agenzia in un luogo di lavoro «veramente inclusivo», ha dichiarato oggi il suo direttore Jonathan Evans. Il servizio di intelligence si è piazzato al 62mo posto nella top 100 di Stonewall, davanti all’Arts Council e al consiglio municipale di Hackney, un quartiere di Londra. Il riconoscimento è ancor più significativo in quanto fino al 1989 gli omosessuali erano ritenuti «troppo suscettibili di corruzione» per potere essere ammessi ai segreti dell’intelligence.

Fonte il Secolo XIX

* (sulle due spie inglesi omosessuali, che facevano parte del gruppo dei Cambridge five, esistono diversi film, l’ultimo è Cambridge Spies del 2003, film inglese per la TV in 4 puntate, disponibile nella versione sottotitolata nella videoteca del MOS)

 

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