Dopo i cervelli anche gli omosessuali: gay in fuga dall’Italia

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Di Massimo Mele il 27 Marzo 2011. Nessun commento

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Flaminia Nucci, nel libro “L’amore che non osa dire il suo nome”, racconta l’esodo dall’Italia di tanti omosessuali in cerca di una meta dove poter vivere serenamente la propria vita. Un’emigrazione che in Sardegna conosciamo bene. Da anni, infatti, gay e lesbiche fuggono verso il continente o all’estero in cerca di quel rispetto che, difficilmente, trovano qui da noi. Battersi per i propri diritti è una cosa, vivere serenamente le proprie relazioni o anche solo la propria sessualità è un’altra. La Nucci accosta le persone omosessuali ai tanti cervelli che lasciano l’Italia, rendendolo un paese sempre più mediocre. Ma come dare torto ai tanti che fuggono da questa terra berlusconizzata, sempre più machista e liberista?

Ecco una recensione del libro proposta da affaritaliani.it:

Dopo la fuga dei cervelli arriva quella dei sentimenti. Se ne vanno all’estero i primi, i piu’ brillanti, in cerca di carriera e di riconoscimenti maggiori, e se ne vanno anche tanti omosessuali

Dopo la fuga dei cervelli arriva quella dei sentimenti. Se ne vanno all’estero i primi, i piu’ brillanti, in cerca di carriera e di riconoscimenti maggiori, e se ne vanno anche tanti omosessuali, perche’ in Italia il prezzo da pagare per chi ama una persona dello stesso sesso e’ ancora troppo alto, fra i pregiudizi di chi non capisce e i diritti negati da una politica che non vuole gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Flaminia Nucci, psicoanalista e presidente dell’Associazione ‘Il filo di Arianna’, racconta “L’amore che non osa dire il suo nome”, titolo del libro da lei scritto e pubblicato dalle Edizioni Magi, in uscita giovedi’ 24 marzo. “Rispetto alle sollecitazioni dell’Unione europea siamo praticamente fuorilegge in materia di diritti delle persone omosessuali”, sottolinea Nucci. “Lasciare in una zona d’ombra profonda le vite e i sentimenti del 10% dei cittadini- spiega l’autrice- e’ una discriminazione oggettiva che crea forti disagi psicologici a chi e’ coinvolto. Dal punto di vista sociale questa scelta e’ un problema. Non si puo’ scegliere di non regolamentare un fatto cosi’ importante della vita sociale di una parte dei cittadini come l’accesso a certi diritti”. Rispetto a qualche anno fa “sono stati fatti passi avanti da un punto di vista culturale. Ma sono venuti tutti dal basso. C’e’ una maggiore sensibilita’ delle persone rispetto a certi temi, ma non della politica”.

Dalle ipotesi sull’omosessualita’ (omosex si nasce o si diventa?), ai punti di forza e debolezza delle coppie formate da partner dello stesso sesso, passando per il difficile momento del coming-out, il libro racconta la psicologia dell’omosessualita’ maschile e femminile anche attraverso alcune storie. Come quella della mamma di Robin Hood (l’autrice lo chiama cosi’) che non aveva mai capito verso quali lidi guardasse il cuore di suo figlio e quando lo ha scoperto e’ stata presa dallo sconcerto. “Adesso prendo e mi butto dalla finestra” e’ stata la reazione a caldo. Poi il dolore si trasforma in senso di colpa. E paura, perche’ per chi e’ gay “il prezzo da pagare e’ sempre alto, perche’ non tutti sono disponibili a capire”.

Soprattutto in un Paese che lascia sotto il tappeto la questione delle unioni civili fra gay, ma anche fra etero. Un Paese in ritardo dove sono “traditi i principi costituzionali di liberta’ e uguaglianza”, sottolinea Nucci che, sul tema dei diritti, riporta anche le posizioni dell’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace: “L’omosessuale- scrive De Pace- non solo non puo’ concretamente godere della pari dignita’ sociale e tutela giuridica dell’eterosessuale, ma la Repubblica non ha neppure compiuto passi effettivi e concreti per rimuovere le gravi discriminazioni che affliggono gay e lesbiche”.

Sara’ anche per questo che ormai esiste un fenomeno migratorio consistente degli omosessuali: “Ci si sposta da Sud a Nord- chiude Nucci- perche’ nelle citta’ settentrionali c’e’ uno stile di vita piu’ anonimo, ci si confonde meglio. Ma in molti vanno fuori. Nei Paesi anglosassoni che sono molto gay friendly o anche in Spagna e Francia. Berlino in assoluto e’ la capitale piu’ gay friendly d’Europa”.

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