L’altra metà del cinema

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Di Luisa Cutzu il 14 Febbraio 2020. Nessun commento

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L’altra metà del cinema, rubrica a cadenza irregolare, nasce da un desiderio; muove dalla voglia di creare una nicchia nella quale poter riflettere su produzioni cinematografiche più o meno affini al percorso storico e politico del MOS. 

Il nome della rubrica deve molto principalmente a due titoli:

  • L’altra metà dell’amore (titolo originale Lost and Delirious): film del 2001, diretto da Léa Pool. Presentato al Sundance Film Festival nel 2001, la pellicola racconta la storia d’amore che nasce entro le mura di un college femminile tra Mouse (Mischa Burton) e Paulie (Piper Perabo). Un’opera struggente e drammatica e dal finale amaro. L’altra metà dell’amore è quella che spesso viene negata o nascosta perché ritenuta sbagliata.
  • L’altra metà dello sguardo: libro scritto da Anita Trivelli, edito da Bulzoni nel 1998, traccia il profilo di sei cineaste internazionali, pioniere del cinema e contemporanee, facendo emergere le loro esperienze e pratiche cinematografiche spesso contrapposte alle battaglie personali contro quei costrutti sociali imposti alle donne. L’altra metà dello sguardo è quella delle registe, relegate ai margini della storia del cinema. 

L’altra metà del cinema si colloca al centro di questi due apici immaginari. Una metà che mira a creare completezza, e non a sottolineare la sua alterità. La metà nascosta, la metà spesso negata, la metà rimossa, la metà che come associazione cerchiamo di far valere dandole la voce che merita. 

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