Intervista all’ARC sulle aspettative per il nuovo Papa

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Di Massimo Mele il 18 Marzo 2013. Nessun commento

In vista dell’elezione del nuovo Papa, avvenuta la sera stessa del 13 Marzo, Sardiniapost.it intervista l’ARC di Cagliari. Di seguita la parte dell’intervista contenente l’intervista:

Occhi puntati sul Vaticano anche dal mondo laico, dato che le posizioni dei vari Papi nei secoli hanno influenzato storia, politica, economia e società. Lo sanno bene i soci dell’associazione culturale ARC Cagliari, che combattono ogni giorno per difendere i diritti civili e in particolare delle persone lesbiche, gay e transgender.
“Se non fossimo in Italia, un’associazione come la nostra non avrebbe bisogno di commentare la nomina di un nuovo Papa. Comunque anche noi ci auguriamo che il nuovo Pontefice sia una voce internazionale di pace, una figura pubblica che lotti per i paesi più sfortunati, che si opponga all’eccessivo materialismo che permea la vita dell’Occidente, che dia quanto più possibile corpo al messaggio cristiano di amore universale” spiega uno dei portavoce, Gigi Cabras. “Questo al di là che gli attivisti siano più o meno credenti – e, probabilmente per via della continua, reiterata e cinica omofobia con cui le gerarchie ecclesiastiche ribadiscono il loro rifiuto delle persone e delle coppie omosessuali, moltissimi attivisti non lo sono affatto né nutrono grande stima per la Chiesa istituzionale. D’altronde, essa ha sempre fatto presente la propria indisponibilità a considerare una reale e pacifica apertura al “mondo gay”: non ci si può aspettare dal prossimo Pontefice, dunque, molto più di quanto abbiano già propugnato i suoi predecessori.

Certo, visto la potente influenza che il Vaticano ancora conserva nei confronti della politica italiana, notevolmente in ritardo a livello internazionale nel legiferare contro l’omofobia e a favore delle persone e delle coppie glbt, un Papa che anche soltanto si astenesse dall’infierire verbalmente contro gay e lesbiche sarebbe un sensibile passo avanti. Forse troppo aspettarsi, come invece invoca il buon Don Gallo, un Papa (pubblicamente) gay”. E riguardo alla manifestazione delle attiviste Femen, che ieri hanno protestato a seno nudo in piazza san Pietro al grido di “No more pope”: “Sono attiviste d’assalto, operano in modo da attirare l’attenzione, provocatoriamente, su temi e situazioni che dovrebbero creare un pensiero critico nelle persone. E dunque non possono che avere tutta la stima e un’entusiastica simpatia da parte delle associazioni come ARC”

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