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SUMMARY:Omofobia, diritti e Istituzioni locali. Un dibattito a Sassari
DESCRIPTION:Sassari condanna l'omofobia e la transfobia\, sostiene l'approvazione di un'aggravante penale e si impegna a promuovere campagne di sensibilizzazione ed informazione sul territorio.  E' questo\, in sintesi\, il significato dell'ordine del giorno approvato lo scorso giovedì dal consiglio comunale di Sassari. Un documento che segue l'istituzione del registro delle Unioni Civili approvato lo scorso Luglio. Atti simbolici\, come i registri di Porto Torres ed Atzara o le mozioni contro l'omofobia di Sennori e Tissi\, ma anche segnali importanti nella direzione del riconoscimento della piena cittadinanza per gay\, lesbiche e trans.  Atti simbolici che possono asumere un diverso peso amministrativo\, colmando in parte il vuoto legislativo in materia di diritti di gay e lesbiche\, se riorganizzati ed armonizzati fra le varie Istituzioni territoriali.  Il ruolo delle Istituzioni locali e delle organizzazioni sociali del territorio nella lotta all'omofobia e nel riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e transessuali è il tema dell'incontro\, organizzato dal Movimento Omosessuale Sardo\, in collaborazione con ARC e CGIL Nuovi Diritti\, che si svolgerà a Sassari il 7 Novembre\, dalle ore 17:00\, nella sala conferenze della Camera di Commercio.    Saranno presenti Luigi Manconi\, sociologo\,  Massimo Clara\, avvocato della rete nazionale  Certi Diritti\,  Susanna Orrù\, assessore ai Servizi sociali di Cagliari\,   Sandro Gallittu\, CGIL Nuovi Diritti Ca.\,  Carlo Cotza\, ARC Ca. e Maria  Paola Curreli\, dirigente scolastico Sorso\, Giampaolo Mameli\, Esmeralda  Ughi\, Simone Campus (PD)\, Sergio Scavio (SeL)    Dal documento di presentazione dell'incontro:    Lo scorso luglio il Parlamento italiano\,  per la seconda volta\, affossava il disegno di legge contro l'omofobia  dichiarandolo incostituzionale. Per quanto incredibile\, i crimini di  odio contro le persone omosessuali non possono essere sanzionati a  differenza di quelli contro le donne\, i migranti\, gli appartenenti ad  altre religioni o ad altre ideologie politiche che sono riconosciuti ed  espressamente vietati dalla legge Mancino del 1993.    Ultima in  Europa\, insieme alla Grecia con cui dividiamo anche la fortissima crisi  economica e sociale\, rispetto ai diritti di gay\, lesbiche e a trans\,  l'Italia è anche la nazione con il più alto numero di crimini motivati  dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere\, proprio a  dimostrazione di come il riconoscimento dei diritti sia il primo passo\,  concreto\, per contrastare la discriminazione e la violenza omofobica.    Mentre in Parlamento una maggioranza integralista incitava\, seppur  indirettamente\, all'odio verso le persone omosessuali\, il consiglio  comunale di Sassari approvava\, dopo cinque anni di battaglie\, il  registro comunale per le Unioni Civili. Un atto simbolico\, forse\, ma con  un fortissimo impatto politico e culturale: la dichiarazione di pari  dignità e di pari trattamento delle coppie gay e lesbiche a cui viene  riconosciuta\, sebbene solo localmente\, la piena cittadinanza.    Dal 1993\, anno della prima approvazione di un registro delle unioni  civili nel comune di Empoli\, sono numerosi i comuni\, le province e le  regioni italiane ad essersi pronunciate sui diritti delle persone  omosessuali e transessuali o ad essersi dotate di leggi contro la  discriminazione omofobica e transfobica come la regione Toscana. Così  come si sono moltiplicati\, negli anni\, i ricorsi alla magistratura ed  alla corte Europea per vedere finalmente riconosciuti i propri diritti a  partire dalla convivenza.    Leggi\, mozioni\, ordini del giorno e  ricorsi che hanno avuto l'indubbio merito di aprire la discussione e\,  nello stesso tempo\, di sensibilizzare la popolazione sulla necessità del  riconoscimento dei diritti di cittadinanza per gay\, lesbiche e trans\,  quale presupposto essenziale per una reale lotta all'omofobia.    In Sardegna sono già tre i comuni che si sono dotati di un registro per  le coppie di fatto etero ed omosessuali: Atzara\, Porto Torres e Sassari\,  mentre altri hanno approvato mozioni di condanna dell'omofobia come  Tissi\, Sennori e\, a breve\, anche Sassari.    Le azioni isolate di  singoli comuni\, pur avendo l'indubbio merito di stimolare una  legislazione nazionale e sensibilizzare la cittadinanza sulla diversità e  sui nuovi modelli familiari\, rischiano di rimanere degli atti  simbolici\, senza alcuna conseguenza nella vita reale delle persone. Per  questo crediamo sa necessario mettere in relazione\, per un reciproco  riconoscimento\, i diversi livelli istituzionali\, così da trasformare  semplici atti simbolici in strumenti amministrativi funzionali a  colmare\, almeno per quanto concerne le competenze delle amministrazioni  locali nel loro insieme\, il gap legislativo attualmente presente in  Italia sui diritti delle persone gay\, lesbiche e transessuali.      Questo il tema alla base del dibattito che si svolgerà Lunedì 7  Novembre dalle ore 17:00 presso la Camera di Commercio in via Roma a  Sassari.    Saranno presenti:  Luigi Manconi\, sociologo\,  Massimo Clara\, avvocato della rete nazionale Certi Diritti\,  Susanna Orrù\, assessore ai Servizi sociali di Cagliari\,  Sandro Gallittu\, CGIL Nuovi Diritti Ca.\,  Carlo Cotza\, ARC Ca.    Sono previsti gli interventi di: Maria Paola Curreli\, dirigente  scolastico Sorso\, e dei consiglieri comunali di Sassari: Giampaolo  Mameli\, Esmeralda Ughi\, Simone Campus (PD)\, Sergio Scavio (SeL)    Coordina i lavori Massimo Mele del MOS    Sono invitati a partecipare esponenti di amministrazioni ed Istituzioni pubbliche e organizzazioni sociali del territorio
LOCATION:via Roma, Sassari, SS, 07100, Italia
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